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Dalla metro Toledo al Largo Maradona in dieci minuti di salita

Quartieri Spagnoli e il murale di Maradona: come visitarli

Il giro a piedi non costa niente: 2,5 km, due ore, il murale compreso. Il percorso guidato nei sottosuoli del quartiere parte da €15 sul canale ufficiale e da €18 sui partner, si entra solo su prenotazione e sotto i 6 anni non si scende.

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Napoli: Tour guidato dei Quartieri Spagnoli nel sottosuolo

da 18 € · ★ 4.8 · 1 h

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Un vicolo dei Quartieri Spagnoli di Napoli con i panni stesi
Foto: Superchilum · CC BY-SA 4.0

I Quartieri Spagnoli sono trentatré isolati di case alte e strade larghe quattro metri, costruiti nel Cinquecento per alloggiare le truppe spagnole e mai più ripensati da allora. Ci si entra da via Toledo e si sale: la griglia è perpendicolare al mare, quindi qualsiasi strada tu prenda verso ovest è in pendenza. Il giro a piedi che trovi qui sotto costa zero e dura due ore; il percorso guidato nei sottosuoli parte da €15 sul canale dell’operatore, €18 sui partner, e va prenotato.

Una premessa che serve. Questo non è un quartiere-museo: è la zona più densamente abitata d’Europa per metro quadro, la gente vive al piano strada nei bassi e il turismo è arrivato qui dieci anni dopo il resto della città, spinto in gran parte da un murale. Il modo di visitarlo è la parte più importante di questa pagina, e sta più in basso.

Il giro a piedi, strada per strada

Due ore, 2,5 km, circa settanta metri di dislivello fra via Toledo e la parte alta. Partenza dalla metropolitana, arrivo al mercato della Pignasecca, con Largo Maradona a un terzo del percorso. Scarpe chiuse: i basoli sono sconnessi e l’asfalto è unto.

La giornata ora per ora

  1. Metro Linea 1, fermata Toledo: esci su via Toledo, lato Quartieri, e guarda il pozzo di luce prima di risalire

  2. Attraversa via Toledo e imbocca vico Lungo Teatro Nuovo: la prima rampa, i primi bassi con la porta aperta sulla strada

  3. Via Speranzella: la parallela più lunga del quartiere, forni, pescherie e nessun negozio per turisti

  4. Salita su via Portacarrese a Montecalvario: qui la pendenza si sente e i motorini scendono in mezzo alla strada

  5. Via Emanuele De Deo: il murale di Maradona è al civico 60, in Largo Maradona. A quest’ora la foto la fai senza fila

  6. Via Concordia, cento metri più a sud: altarini, murales minori e zero banchetti

  7. Piazza Montecalvario: la chiesa e il nome che il quartiere porta all’anagrafe

  8. Discesa per vico Lungo del Gelso fino a via Toledo, all’altezza di piazza Carità

  9. Via Pasquale Scura e il mercato della Pignasecca: pesce, frutta, tripperie; la stazione di Montesanto è in fondo

  10. Se hai prenotato il sottosuolo: torna lungo via Toledo a piazza Trieste e Trento, ritrovo al bar Gambrinus, ingresso in vico Sant’Anna di Palazzo 52

La logica del percorso è: salire subito per una strada trasversale, attraversare il quartiere in orizzontale sulle parallele, scendere dall’altro capo. Così non torni mai sui tuoi passi e non affronti la pendenza due volte. Le tre parallele a via Toledo che contano sono via Speranzella in basso, via Emanuele De Deo al centro con il largo, e vico Lungo del Gelso più a nord.

La stazione Toledo della Linea 1, l'ingresso più comodo ai Quartieri
La stazione Toledo della Linea 1, l'ingresso più comodo ai QuartieriFoto: Vitomirib · CC BY 4.0

Se hai solo un’ora, taglia così: metro Toledo, salita per via Portacarrese a Montecalvario, Largo Maradona, discesa per vico Lungo Teatro Nuovo, ritorno su via Toledo. Quaranta minuti di cammino, venti minuti di sosta al murale.

Perché il quartiere è fatto così

La griglia regolare che cammini è militare. I Quartieri sono stati costruiti nel Cinquecento sotto il viceré don Pedro de Toledo — quello che dà il nome a via Toledo — per alloggiare le guarnigioni spagnole di stanza a Napoli: strade dritte, isolati identici, caserme verticali su un fianco di collina. Le truppe se ne sono andate da secoli, gli edifici no, e le case al piano strada che chiamiamo bassi sono quello che resta di quegli alloggi.

Questo spiega due cose che noterai subito. La prima è che non c’è una piazza vera: il quartiere è tutto corridoi, e gli unici allargamenti sono i cortili e i larghi come quello del murale. La seconda è che i panni stesi fra le facciate non sono folklore, sono l’unico posto dove stenderli: metratura minima, nessun cortile interno, sole solo in alto.

Oltre Maradona: cosa guardare mentre cammini

Il murale è il magnete, ma non è l’unica cosa dipinta qui. Negli ultimi anni le pareti del quartiere si sono riempite di ritratti, santi laici, dediche a gente del posto e insegne dipinte a mano; via Concordia e le trasversali intorno a piazza Montecalvario sono i tratti con più roba e meno gente. Guarda anche gli altarini votivi negli angoli — edicole con la Madonna, i lumini e le foto dei defunti del vicolo — perché sono il vero tessuto simbolico del quartiere e nessuno li mette sulle mappe.

Il murale di Maradona: chi, quando, quante volte

Il murale di via Emanuele De Deo 60 è stato dipinto nel 1990 da Mario Filardi, nell’anno del secondo scudetto. Non era un’opera commissionata né un progetto di riqualificazione: era un ritratto su una parete di cortile, fatto da un artista del posto in un quartiere che quella squadra l’aveva vissuta strada per strada.

Poi ha avuto la vita che hanno i muri all’aperto. Nel 2016 è stato restaurato da Salvatore Iodice, e nel 2017 il volto è stato ridipinto da Francisco Bosoletti, artista argentino che lavora molto a Napoli. Quindi la faccia che fotografi non è quella del 1990: è una stratificazione, e il quartiere la racconta come tale.

Intorno, nel largo, si è formato negli anni un altare laico: maglie, sciarpe, ritagli di giornale, ex voto, banchetti di souvenir, un secondo murale più recente sulla parete di fronte. È kitsch e sincero allo stesso tempo, e va preso per quello che è.

Il murale di Maradona in via Emanuele De Deo, Largo Maradona
Il murale di Maradona in via Emanuele De Deo, Largo MaradonaFoto: Nadia Alessandra Sassi · CC BY-SA 4.0

Regola pratica sulla foto: vai fra le 8:30 e le 10:00. Dopo le undici il largo si riempie, i banchetti coprono la parte bassa della parete e per inquadrare il murale intero devi aspettare il turno. Non ci sono biglietti, orari né cancelli: il largo è strada pubblica.

Sicurezza e buone maniere, dette come stanno

La domanda che tutti fanno è se i Quartieri Spagnoli siano sicuri. Risposta onesta: di giorno sì, con le precauzioni di qualsiasi zona affollata di una grande città. Telefono in tasca, borsa davanti, niente orologi o catenine in vista. Il pericolo più concreto e più sottovalutato sono i motorini, che scendono nei vicoli senza marciapiede a velocità sbagliata: cammina rasente al muro e non fermarti in mezzo alla strada per guardare il telefono.

Di sera cambia poco sugli assi principali — via Toledo, via Speranzella, piazza Trieste e Trento sono frequentati fino a tardi — mentre le rampe più alte verso corso Vittorio Emanuele si svuotano e conviene lasciarle perdere se sei solo.

Sull’educazione, tre cose che fanno la differenza:

  • I bassi sono case. Porta aperta non significa permesso di fotografare dentro. Nessuno fotograferebbe il tuo salotto dal pianerottolo.
  • Le persone si chiedono. Anziani sulla sedia, bambini che giocano, panni stesi con qualcuno alla finestra: chiedi, o non scattare. Un cenno basta.
  • Lascia qualcosa. Caffè, sfogliatella, pizza a portafoglio, una birra: i soldi spesi qui restano qui. Il quartiere regge il turismo solo a questa condizione.

Quanto costa la giornata

Con i mezzi pubblici

Metro Linea 1 fino a Toledo, corsa sempliceunicocampania.it
€1,50 · €1,80 l'orario integrato da 90 minuti
Giro a piedi nel quartiere
€0 · 2,5 km, 2 ore, circa 70 m di dislivello
Sottosuoli dei Quartieri Spagnoli, tariffa dell'operatorelanapolisotterranea.it
€15 adulti · €7 bambini 7–12 · under 6 non ammessi
Totale a persona
€16,50 con il sottosuolo · €1,50 senza

 

Con un tour

Sui canali partner lo stesso percorso ipogeo costa €18: tre euro in più per conferma immediata, cancellazione gratuita e pagamento in anticipo, che in stagione non è un dettaglio perché i turni da 60 minuti sono pochi. Il tour di street art che combina i Quartieri con la Napoli sotterranea costa €16 per 2–3 ore. Prezzi verificati regolarmente.

I tour: i sottosuoli e la street art

Sotto i Quartieri Spagnoli corre un sistema di cisterne e cunicoli scavati nel tufo, usati come acquedotto e poi come rifugi antiaerei. Il percorso guidato dura circa un’ora, si entra in vico Sant’Anna di Palazzo 52 con ritrovo al bar Gambrinus in piazza Trieste e Trento, e si scende solo su prenotazione.

L’operatore pubblica €15 per gli adulti dai 13 anni e €7 per i bambini dai 7 ai 12; sotto i 6 anni non si entra. I turni in italiano sono alle 10:00, 12:00, 14:00 e 16:30 dal lunedì al venerdì, e alle 10:00, 11:00, 12:00, 14:00, 15:00, 16:30 e 18:00 il sabato e la domenica; quelli in inglese ogni giorno alle 10:00, 12:00, 14:00 e 16:30.

Stesso prodotto, piattaforme a confronto

Prezzi aggiornati dai feed di GetYourGuide, Tiqets e Headout.

PiattaformaPrezzoVotoDurataCancellazione
GetYourGuideNapoli: Tour guidato dei Quartieri Spagnoli nel sottosuolo18 € Prezzo più basso★ 4.8 (5.841)1 hGratuitaPrenota su GetYourGuide
TiqetsQuartieri Spagnoli sotterranei: Tour guidato18 €★ 4.9 (135)01:00Prenota su Tiqets

I €18 dei partner sono tre euro sopra la tariffa dell’operatore e comprano conferma immediata, cancellazione gratuita e un turno bloccato: in alta stagione, con sette partenze al giorno nel weekend e quattro nei giorni feriali, è un margine che conviene pagare. Se il sotterraneo non ti interessa e vuoi la superficie con una guida, la scelta è fra il tour di street art dei Quartieri e i giri più ampi che tengono dentro anche il centro antico.

Il tour di street art dura 2–3 ore e abbina i murales dei Quartieri alla Napoli sotterranea di piazza San Gaetano: se hai una mezza giornata sola ed è la tua prima volta in città, è il formato con più densità. Le differenze fra i quattro sotterranei napoletani — San Gaetano, Galleria Borbonica, Quartieri Spagnoli, San Lorenzo — le trovi messe in fila su Napoli sotterranea, perché non sono affatto la stessa cosa e la scelta cambia in base a claustrofobia, età e tempo.

Chi sceglie cosa

Chi seiPrima volta, mezza giornataCosa scegliereGiro a piedi gratis dalla metro ToledoDue ore, 2,5 km, murale compreso, nessun biglietto
Chi seiTi interessa solo il muraleCosa scegliereLargo Maradona fra le 8:30 e le 10:00Dopo le 11 è una fila per la foto e i banchetti coprono la parte bassa della parete
Chi seiNei vicoli non ti senti a tuo agioCosa scegliereTour a piedi guidato da €16Due ore con una guida del posto cambiano il modo in cui il quartiere ti guarda
Chi seiCon bambiniCosa scegliereSolo superficie, o sottosuolo dai 7 anniNel percorso ipogeo i bambini sotto i 6 anni non sono ammessi
Chi seiClaustrofobia o problemi alle ginocchiaCosa scegliereResta in superficieSotto si scendono scale ripide e cunicoli strettissimi per un'ora
Chi seiUna seraCosa scegliereVia Speranzella e via Toledo dopo le 20Il quartiere cena tardi: resta sugli assi illuminati e frequentati, non sulle rampe alte

Cosa c’è intorno

I Quartieri stanno esattamente in mezzo fra il centro monumentale e il centro antico, e questo li rende l’innesto naturale di mezza giornata.

  • Verso il mare: scendi via Toledo fino a piazza Trieste e Trento e sei su piazza del Plebiscito. Da lì partono castelli, palazzi e lungomare, con Palazzo Reale a €15 e tre chilometri di passeggiata gratis.
  • Verso il centro antico: dalla Pignasecca prendi la Linea 1 fino a Dante, dieci minuti, e sei sui decumani; due fermate più su, a Museo, c’è il MANN.
  • Verso l’alto: la Funicolare Centrale parte da via Toledo e ti porta al Vomero in pochi minuti, per Castel Sant’Elmo e San Martino.
  • Per mangiare: la Pignasecca e via Speranzella sono i due assi da battere; i formati dei tour gastronomici e delle lezioni di pizza stanno su tour gastronomici e pizza.
  • A piedi con una guida: i formati, anche quelli a offerta libera, sono confrontati su tour a piedi a Napoli.

Se stai ancora decidendo l’ordine della giornata, l’elenco per zone con i minuti dalla metro Toledo sta su cosa fare a Napoli; biglietti, linee e prime e ultime corse su come muoversi.

Pizza a portafoglio: il pranzo standard di un giro nei Quartieri
Pizza a portafoglio: il pranzo standard di un giro nei QuartieriFoto: Thomas · CC BY 2.0

In due righe

I Quartieri Spagnoli si visitano a piedi, presto, e non costano niente: due ore dalla metro Toledo, Largo Maradona a un terzo del percorso, il murale del 1990 di Mario Filardi con il volto ridipinto da Bosoletti. Se vuoi anche il sottosuolo, prenota: sono quattro turni al giorno nei feriali e sette nel weekend, da un’ora, €15 dall’operatore e €18 sui partner, e sotto i sei anni non si scende. Il resto lo decidono le scarpe che hai ai piedi e il rispetto con cui cammini in una strada dove la gente abita.

Verifica disponibilità del tour nei sottosuoli da 18 € · ★ 4.8 · GetYourGuide

Domande frequenti

Chi ha dipinto il murale di Maradona e quando?

Il murale di via Emanuele De Deo è stato dipinto nel 1990 da Mario Filardi, nell’anno del secondo scudetto del Napoli. È stato restaurato nel 2016 da Salvatore Iodice e nel 2017 il volto è stato ridipinto dall’artista argentino Francisco Bosoletti. Quello che vedi oggi è quindi il risultato di tre mani diverse su trent’anni di quartiere.

Dove si trova il murale di Maradona e quanto costa?

In via Emanuele De Deo 60, nello spazio che il quartiere e le mappe chiamano Largo Maradona. È all’aperto, visibile sempre, gratis. Dalla fermata Toledo della Linea 1 sono dieci minuti di salita: attraversi via Toledo, sali per vico Lungo Teatro Nuovo o via Portacarrese a Montecalvario e arrivi sul largo.

I Quartieri Spagnoli sono sicuri?

Sono un quartiere abitato, non un’area a rischio e nemmeno un set: di giorno si cammina tranquillamente e in Largo Maradona c’è gente tutto il giorno. Le precauzioni sono quelle di qualsiasi zona molto affollata: telefono in tasca e non in mano, borsa davanti, nessun orologio o gioiello in vista, attenzione ai motorini che scendono nei vicoli senza marciapiede. Di notte resta sugli assi principali, via Toledo e via Speranzella, e lascia perdere le rampe alte se sei solo.

Ci sono regole di buona educazione da rispettare?

Sì, e reggono la differenza fra un visitatore e un problema. I bassi sono case: se la porta è aperta non è un invito a fotografare dentro. Non riprendere persone, bambini o anziani senza chiedere. Non alzare la voce nei vicoli alle otto di mattina o dopo mezzanotte. Se ti fermi a mangiare o a bere, fallo nei locali del quartiere: qui il turismo è arrivato da poco e regge solo se lascia qualcosa.

Quanto costa il tour nei sottosuoli dei Quartieri Spagnoli?

L’operatore pubblica €15 per gli adulti dai 13 anni e €7 per i bambini dai 7 ai 12; sotto i 6 anni non si entra. Sui canali partner lo stesso percorso costa €18. Il ritrovo è al bar Gambrinus in piazza Trieste e Trento, l’ingresso in vico Sant’Anna di Palazzo 52, la visita dura circa un’ora e si entra solo su prenotazione.

A che ora partono le visite sotterranee?

In italiano da lunedì a venerdì alle 10:00, 12:00, 14:00 e 16:30; il sabato e la domenica alle 10:00, 11:00, 12:00, 14:00, 15:00, 16:30 e 18:00. In inglese ogni giorno alle 10:00, 12:00, 14:00 e 16:30. Sono pochi turni e non sono flessibili: prenota prima di organizzare il resto della giornata.

Qual è il momento migliore per salire nei Quartieri?

Fra le 8:30 e le 10:00. Le strade sono in attività, i forni hanno appena sfornato, la luce entra nei vicoli stretti e su Largo Maradona non c’è la fila per la foto. La fascia peggiore è dalle 11:00 alle 15:00 in stagione: pieno sole sulle rampe, bancarelle davanti al murale e gruppi che occupano il largo.

Come ci si arriva?

Metro Linea 1, fermata Toledo, che è dentro il quartiere; oppure Funicolare Centrale da via Toledo se scendi dal Vomero. La Funicolare di Montesanto è attualmente chiusa per revisione, fino a nuovo avviso. La corsa semplice di metropolitana costa €1,50, quella di bus e funicolari ANM €1,30, l’orario integrato da 90 minuti €1,80.

Fonti ufficiali

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